Trepiùno, ossia l'erede della 500 che a Torino stanno preparando in gran segreto. Per ora è solo un prototipo, ma sarà prodotta in serie a partire dal 2007.
La macchina proprio piccola però non sarà: è lunga quasi mezzo metro più del modello originale (questa arriva a 3,3 m, ossia poco meno dell'attuale Secento), ma per far fronte alle esigenze di sicurezza passiva, sarà omologata solo per tre. Anzi, Trepiùno come suggerisce il nome.
Il nuovo concetto "3+1" va oltre il limite di 2 posti della Smart (che rimane però la più corta con i suoi 2,5 metri), così come quello dei 3 posti della nuovissima Opel Trixx. Il trucco sta tutto nel bagagliaio che in pratica è unito con la plancia attraverso una serie di trasformazioni possibili, tanto da rappresentare un concetto di riconfigurabilità totale degli interni.
L'abitacolo dallo stile minimalista, proprio come ci si aspetta dall'erede della 500 ha infatti sedili anteriori dallo spessore minimo realizzati in uno strato di poliuretano morbido che si completa con una struttura di poliuretano più rigido, creando così un "sandwich" elastico e confortevole capace di assorbire tutti i carichi e, soprattutto, di non sottrarre volume e spazio.
I sedili-sogliola offrono così uno spazio posteriore tale da creare altri 2 posti, questa volta ottenuti "animando" schienali e cuscini in maniera intelligente. Basti pensare che gli schienali sdoppiati si ribaltano in avanti per creare la classica estensione del vano di carico. Oppure ruotano verso l'alto in modo da ricavare una copertura agli sguardi indesiderati del baule ampliato.
Tutto ciò permette di riconfigurare l'interno in base ai diversi impieghi della vettura, oltre che di ospitare dietro persone di statura alta. Si tratta della caratteristica configurazione "3+1", come dicevamo, che prevede l'avanzamento molto in avanti del sedile del passeggero anteriore, quasi "inghiottito" dalla plancia. Quest'ultima, infatti, si sgonfia - attraverso un procedimento di trasformazione - e lascia lo spazio libero alle gambe del passeggero anteriore. In questo modo, aumenta lo spazio a disposizione di chi siede sul sedile posteriore corrispondente.
A proposito di plancia: qui ci sono 2 contenitori "a cassetto" sulla zona superiore e una console centrale i cui comandi agiscono "sotto-pelle", cioè basta sfiorarli per vedere un segnale luminoso seguire i movimenti dell'utente e recepire il suo input. Poi, dalla stessa console affiora un display a cristalli liquidi che visualizza il menù di un altro comando multi-funzione a sfioramento. Quest'ultimo è sistemato tra i sedili anteriori e quindi può essere utilizzato in maniera intuitiva e semplificata senza abbassare lo sguardo. Infatti, l'impiego della luce aiuta il guidatore ad avere una risposta su qualsiasi operazione impostata: dalla temperatura del condizionatore fino all'attivazione dei servizi principali.
Nonostante tutto ciò, però, la Trepiùno sembra piccola. Molto più piccola dei suoi 3,3 metri di lunghezza. Il trucco stavolta è quello di avere il padiglione "a guscio" dalla dimensione, in pianta, decisamente inferiore a quella della fiancata, la macchina sembra molto più piccola di quello che è in realtà.
La meccanica è modernissima ovviamente, e punta tutto sul motore 1100 da 54 Cv, ma non è escluso l'utilizzo del noto Multi-Jet turbodiesel common rail da 70 Cv. Ma niente riesce a cancellare la vera anima di questa macchina: il fatto di essere una specie di replica. Stesso frontale, stessa coda, stessa forma del padiglione, stessi fari. Perfino lo stemma cromato sul muso e lo "scalino" sulla linea di cintura che tutti "cinquecentisti" ricordano sono stati riproposti tale e quali. E non è finita: nella ricerca della perfezione, per proporre un muso tutto di lamiera (cosa più difficile oggi visto che il motore è davanti e non dietro), le prese d'aria sono state nascoste sotto il paraurti. Meraviglioso. E sulla coda è stato nascosto un portellone con la soglia più alta e che integra il lunotto e lo spoiler del tetto.
Viene solo da chiedersi cosa facciano al Centro Stile Fiat: una macchina così si poteva proporre almeno una ventina di anni fa (quando la nostalgia per la scomparsa della 500 ha iniziato a prendere il sopravvento). Senza contare l'indiscutibile fatto che qui di idee - dal punto di vista stilistico - non ce ne sono: si è trattato solo di copiare il capolavoro di Dante Giacosa. Per fare la Trepiùuno, insomma, bastava un bambino di sei anni...
Ma se il Centro Stile fa la figura di chi non ha idee e la Fiat di chi non riesce a liberarsi del suo passato, una cosa è certa: la 500 sarà un successo planetario.
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